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La mostra in occasione del “ventennale” dalla sua prima personale è una rivisitazione dei dipinti realizzati nel ‘96, attualizzati con il suo linguaggio odierno intervenendo sia dal punto di vista tecnico che emotivo, utilizzando la pittura ad olio su tela a scapito di quella polimaterica su tavola e aprendo i nuovi scenari a spazi più vasti e solari. I nuovi dipinti, esposti accanto alle versioni “originali”, non fanno più riferimento a forme espressioniste; le stanze anguste e le fredde prigioni con le pareti lacerate di vent’anni fa lasciano il posto ad albe luminose che invadono coi loro colori caldi e avvolgenti i teatri di nuovi sogni. Perché è vero: l’arte può essere espressione, comunicazione, provocazione… ma anche “bellezza”. Tutte le opere esposte, in entrambe le versioni, nascono da personali suggestioni ispirate da frasi tratte da testi di Claudio Lolli. Una nuova consapevolezza, acquisita da Enzo negli ultimi due decenni, lo ha portato a guardare la realtà usando un filtro interpretativo meno tragico e drammatico di quanto poteva emergere nei lavori degli esordi. Le “angosce” di vent’anni fa non fanno più paura perché il suo sguardo ironico-onirico fissa sulla tela visioni che vertono più al sogno che all’incubo, nonostante il contenuto di fondo, a volte, sia tutt’altro che consolatorio.

Più del vento sarà la mia bandiera forte,

1996, olio su tavola, cm.50x50

"Più del vento sarà,

la mia bandiera forte.

Più del vento sarà,

più del vento.

La mia madre l'ho chiamata sasso,

perché fosse duratura sì,

ma non viva.

I miei amici li ho chiamati piedi,

perché ero felice solo

quando si partiva".

 

 

da "Analfabetizzazione" di C. Lolli

Più del vento sarà la mia bandiera forte, 2016, olio su tela, cm.70x70

L'isola verde,

1996, olio e sabbia su tavola, cm.70x70

"Laggiù mi aspettano giorni,

pieni di sole, colore e di allegria.

Laggiù potrei dimenticare,

i muri guardiani che oggi mi fan compagnia.

Ma non vogliono ch'io viva là,

nell'isola verde della mia felicità.

Vogliono che viva qui,

vestito di bianco e costretto a rispondere si".

 

 

da "L'isola verde" di C. Lolli

L'isola verde, 2016, olio su tela, cm.70x70

La giacca,

1996, olio e sabbia su tavola, cm.50x50

"Bisogna andare sempre avanti, anche se noi non siamo in tanti, anzi davvero siam solo in due, le mani mie, le mani tue, devono stare sempre vicine, devono avere gli stessi guanti e non paura là sul confine di fare l'ultimo passo in avanti.

Bisogna andare incontro a tutti quelli che oggi come noi, voglion rischiare d'esser distrutti piuttosto di ritrovarsi poi, in una famiglia senza persone, come tra i muri di una prigione".

 

 

da "La giacca" di C. Lolli

La giacca, 2016, olio su tela, cm.70x70

Voglia di rinascere su un camioncino rosso,

1996, olio e sabbia su tavola, cm.50x50

"Ti viene mai compagna

la voglia di rinascere

su un camioncino diretto

treno espresso o accelerato.

Verso la sua punta

o verso le Eolie o Lipari

con un sole scenograficamente corretto

e anche pulito.

Lasciandoti alle spalle

l'odore acido dei giorni

in cui devi filtrare

il tuo senso come il té

e il carico gravoso delle nuvole".

 

 

da "Da zero e dintorni" di C. Lolli

Voglia di rinascere su un camioncino rosso, 2016, olio su tela, cm.70x70

Come i miei occhi tra le dita,

1996, olio e sabbia su tavola, cm.50x50

"Credo di avere provato l'amore,

almeno una volta,

con una donna travolta da correnti di fiume, bianca e moribonda

come una prima comunione,

libera e buia come i miei occhi tra le dita, feroce e dolorosa

come la rabbia dell'inferno".

 

 

da "Donna di fiume" di C. Lolli

Come i miei occhi tra le dita, 2016, olio su tela, cm.70x70

Le pagine le giravo sempre con il fuoco

1996, olio e sabbia su tavola, cm. 50x50

Ed il mio mare l'ho chiamato cielo,

perché le mie onde arrivavano

troppo lontano.

Ed il mio cielo l'ho chiamato cuore,

perché mi piaceva toccarci dentro

il sole con la mano.

Non ho mai avuto un alfabeto tranquillo, servile,

le pagine le giravo sempre con il fuoco.

Nessun maestro è stato mai talmente bravo,

da respirarsi il mio ossigeno ed il mio gioco".

 

 

da "Analfabetizzazione di C. Lolli

Le pagine le giravo sempre con il fuoco, 2016, olio su tela, cm.70x70

Un uomo nascosto

1996, olio e sabbia su tavola, cm.50x50

"C'è chi si nasconde in un'anima pura, e vive evitando i peccati mortali. C'è chi si nasconde facendo regali e chi tutti i giorni un'azione buona.

C'è chi si nasconde in una chitarra, e canta canzoni a chi non conosce, c'è chi si nasconde in un paio di cosce e chi si fa solo i fatti suoi.

C'è un uomo nascosto in ognuno di noi.

Alza, alza, alza, di più le nostre bandiere, quell'uomo nascosto andiamo a cercare".

 

 

da "Un uomo nascosto" di C. Lolli

Un uomo nascosto, 2016, olio su tela, cm.70x70

Sotto il peso di una tremenda felicità

1996, olio e sabbia su tavola, cm.50x50

"Ti viene mai compagna

la voglia di rinascere

su un camioncino diretto

treno espresso o accelerato.

Verso la sua punta

o verso le Eolie o Lipari

con un sole scenograficamente corretto

e anche pulito.

Lasciandoti alle spalle

l'odore acido dei giorni

in cui devi filtrare

il tuo senso come il té

e il carico gravoso delle nuvole ".

 

da "Analfabetizzazione di C. Lolli

Sotto il peso di una tremenda felicità, 2016, olio su tela, cm.70x70

Incubo numero zero

1995, olio e sabbia su tavola, cm.150x90

"Con un megafono su un autobus rosso

un Cristo uscito dal Circo Togni

comincia un comizio con queste parole

"disoccupate le strade, dai sogni,

disoccupate le strade dai sogni

sono ingombranti, inutili, vivi

i topi e i rifiuti siano tratti in arresto

decentreremo il formaggio e gli archivi.

Disoccupate le strade dai sogni,

per contenerli in un modo migliore,

possiamo fornirvi fotocopie d'assegno,

un portamonete, un falso diploma, una ventiquattrore".

 

da "Incubo numero zero" di C. Lolli

Incubo numero zero, 2016, olio su tela, cm.150x80

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